A.I. e didattica: un mondo integrato.
L’intelligenza artificiale, dal 2020 ad oggi, ha trasformato repentinamente il modo di fare didattica, offrendo nuove opportunità per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento (uso di I.A, chatbot, assistenti virtuali ecc..).
Questi temi emergono dal progetto “imparIAmo”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e supervisionato dal Centro Studi IMPARA DIGITALE, che ha coinvolto circa 50 scuole italiane per l’anno scolastico 2023/2024. Il progetto ha dimostrato l’utilità dell’IA nell’educazione, evidenziando come possa favorire l’apprendimento, fornire riscontri immediati e monitorare l’andamento degli studenti. Ovviamente il progetto ha evidenziato anche l’importanza di una corretta formazione, sia per i docenti che per gli alunni, affinché l’IA non diventi uno strumento di intralcio, ma un importante alleato per la scuola di oggi.
Innovazioni tecnologiche
L’evoluzione tecnologica avrà un grande impatto nella didattica, aumentando al contempo l’interazione e il coinvolgimento.
Tramite la realtà virtuale gli studenti avranno uno spazio interattivo con cui interfacciarsi, impareranno a creare software per programmare i loro contenuti e tramite la Glamification si introdurranno elementi di design e di gioco volti ad aumentare la partecipazione fra i ragazzi.
I docenti sono pronti all’innovazione?
Secondo Indire, in collaborazione con la casa editrice “La Tecnica della Scuola”, il 52,4% dei docenti dichiara di servirsi dell’Intelligenza Artificiale per supportare la didattica, mentre il 10% la utilizza come strumento compensativo per studenti con difficoltà.
L’uso dell’IA si rivela utile anche per mansioni non legate all’apprendimento diretto: il 56,7% degli intervistati la usa per elaborare relazioni, creare piani di studio personalizzati (PDP), mentre il 21,5% la sfrutta per redigere verbali di riunioni.
Se da un lato i docenti sono propensi all’uso della tecnologia, dall’altro non tutte le scuole sono in grado di abbracciare questo cambiamento. I problemi principali riguardano:
1. Il costo delle tecnologie: difatti non tutte le scuole hanno accesso a software specializzati o kit robotici. 2. Differenze territoriali: alcune aree ricevono molti più fondi destinati alla didattica digitale.
Le nuove prospettive future
Sicuramente il 2024 è stato l’anno più importante per quanto riguardo l’utilizzo di nuove tecnologie. Il nostro Governo ha investito ben 2,1 miliardi di euro.
L’obiettivo è quello di sviluppare competenze digitali sin dalla scuola primaria, ridurre il divario digitale tra diverse aree del Paese, formare docenti e studenti all’uso consapevole delle nuove tecnologie. Grazie all’intelligenza artificiale e ai big data, gli strumenti educativi digitali saranno sempre più in grado di adattarsi alle esigenze individuali degli studenti. Piattaforme basate su IA possono analizzare i progressi di ogni singolo studente e fornire contenuti personalizzati per colmare le lacune o accelerare l’apprendimento in aree di forza. La digitalizzazione inoltre permette ai ragazzi di interagire con altre culture e ambienti attraverso strumenti di collaborazione online. Progetti globali e scambi virtuali favoriranno una comprensione interculturale e una maggiore preparazione per un mondo interconnesso. L’IA procederà anche ad automatizzare le mansioni quotidiane degli insegnanti, facendo guadagnare del tempo prezioso da dedicare all’insegnamento.
Secondo Pietro Cum, amministratore delegato di ELIS: “L’Intelligenza Artificiale sta portando una nuova esigenza di conoscenza”. Non è solo una tecnologia da capire, ma un fenomeno che influenzerà il futuro di studenti, aziende e università. L’interesse crescente dei ragazzi è un segnale positivo, ma serve una formazione adeguata per affrontare questa rivoluzione con consapevolezza.
Se sei un Docente, guarda un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale può aiutarti nell’identificare aree di miglioramento nel tuo ruolo di docente ed orientatore dei tuoi giovani studenti.
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